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24 dicembre 2020

 POESIA DI NATALE 

  Avevo forse tre anni (o poco meno) quando mio padre mi fece imparare a memoria la “poesia per Natale” da recitare il giorno di festa, in piedi sulla sedia a capotavola, per il “diletto” dei familiari commensali. È una poesia che, per me, ha il profumo di una tradizione d’altri tempi, quando bastava la tovaglia ricamata e il servizio di piatti “buono” per farti sentire “la festa”. 

26 ottobre 2020

FIABE A MODO MIO : 

Fiorella ed i sette cani 

Nella piccola città, cresciuta nel tempo lungo le rive del lago dalle acque color del cielo, e la collina verde di vigneti e di boschetti di nocciole, c’era, sulla via principale, un palazzetto color malva, con le finestre bifore al piano nobile, il primo, e con il tetto in ardesia, sul quale troneggiavano due torrette cilindriche, con le finestre dominanti il paesaggio sia lacustre che collinare, ed anche i giardini del Municipio vicino.

Viveva in quella casa una famiglia di persone tanto “per bene”, composta da padre, madre ed una bimba dagli occhi grandi come l’amore che i suoi genitori avevano per lei, ( finché la mamma non morì ed il padre, disperato non si consolò con la bellissima figlia del macellaio del paese, piuttosto giovane, e molto appetibile). La matrigna andava d’accordo con la piccola, anche se la lasciava troppo spesso alle cure della governante, una donna saggia ed affettuosa.

25 aprile 2020

PER NON DIMENTICARE...

Un pomeriggio al sole
(La paura di dimenticare)
  
La signora Anita era seduta sulla panca appoggiata al muro bianco della casa , e , rilassata , offriva le membra al caldo abbraccio del sole di luglio, per raccoglierne tutto il calore, fino a riscaldare il midollo delle ossa , attraverso quella strana pelle un po’ avvizzita , attraverso quelle vene così evidenti sotto il colore dorato dell’epidermide , per far riscaldare anche gli organi interni che, a suo dire, conservavano ancora il freddo del suo passato.

13 aprile 2020

FIABE "A MODO MIO"...


I TRE PORCELLINI
L’inverno era ormai passato e quel mattino il sole primaverile entrava libero nella cucina della casa dalla porta-finestra spalancata riscaldando l’aria piena dei profumi delle vivande appena cotte, aggiungendo ad essi il classico odore di sole, così morbido e pieno da fondersi perfettamente con quello del cibo.
Nella luce della finestra un seggiolone bianco e rosso coccolava una bimba bruna, dagli occhi un pochino a mandorla, con al collo una bavaglia a collare bianca e verde, e tra le mani un cucchiaio che luccicava nel sole.
“Adesso la mamma ti da la pappa, ranocchietta mia!
...guarda che buona pappa ..”
“...Pappppa.. ..”
“.. Buuona vero?.. non la vuoi? .. la mangia la mamma? ... Che cosa vuoi?..”
“ ...Porcellini...”
“...Ah! ..Devo raccontare la storia dei tre porcellini! Speravo di risparmiarmela oggi! Va bene, ma intanto mangia, ...
.......... C’erano una volta Tre Porcellini che si chiamavano Timmy, Tommy e Jimmy , che vivevano in una terra lontana, dove ci sono tanti porcellini, porcelloni e semplici porci! Poi ci sono anche tante vacche, orsi, lupi e così via.