Seguo passivamente i notiziari e, sempre passivamente, leggo i titoli dei giornali online, ma talvolta scatta la molla del disgusto o della rabbia che conduce ad un colorito turpiloquio, come nel caso del “Celeste” che parla in terza persona innescando il dubbio sul “di chi” stia parlando.
Presuntuoso ed arrogante omuncolo in preda ad un delirio d’onnipotenza che ha pari solo negli ormai numerosi suoi “colleghi”.